Pranoterapia Vibrazionale® a Roma

Sito del Maestro Guido PARENTE, Pranoterapeuta Vibrazionale, Naturopata Psicosomatico, Terapeuta di Medicina Vibrazionale con le Campane Tibetane


“Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®” – Metodo Guido Parente

logo-pranoterapia e campana tibetana

“Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”

Metodo
Guido Parente

Il Trattamento “Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®” crea un legame magico, etereo e particolarmente indovinato per l’abbassamento dello Stress e per la riabilitazione emotiva della persona.

Cosa sono le Campane Tibetane?

Le Campane Tibetane o Singing Bowls o Cloche Tibetaines, sono delle ciotole di forma tondeggiante, di colore dorato, nere, argentate o verdi, spesso con scritte in Sanscrito raffiguranti l’Ohm o i Chakra.

Esse sono composte da una lega che comprende i sette metalli planetari: Oro per il Sole, Ferro per Marte, Mercurio per il pianeta Mercurio, Rame per Venere, Stagno per Giove, Piombo per Saturno e infine Argento per la Luna.

Che sensazioni si possono avvertire?

Alcune persone durante l’esperienza del “Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®” si addormentano, altre persone si emozionano, altre rimangono indifferenti, vi sono poi persone che sorridono, altre che raccontano di aver viaggiato e che desiderano trasmettere questa esperienza agli amici o ai loro familiari.

Il suono avvolge completamente il nostro spirito e il nostro corpo.
Attraverso il contatto con la campana, posizionata su alcuni punti del corpo, si percepiscono delle vibrazioni che attraversano ed accarezzano tutto il corpo, dai piedi alla testa, organi ed ossa comprese; per mezzo dell’udito ci si immerge in un viaggio sonoro sempre più magico e rilassante, attraversando note musicali mai ascoltate, il tutto composto da un cocktail di benessere, oblio e di un crescente senso di leggerezza.
A cosa serve il Massaggio Armonico Antistress?
Il suono e le vibrazioni della Campana Tibetana concorrono in maniera esponenziale per il riallineamento dei chakra, la carica energetica ed il benessere spirituale e fisico della persone.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il corpo umano, oltre che da organi, ossa e visceri è composto anche di vibrazioni, frequenze e onde di energia.

Sappiamo che se un organismo è sano, esso vibra ad una giusta frequenza ed è ben accordato con sé stesso e con il mondo esterno come uno strumento musicale.

Spesso chi ha sensazioni di carenza energetica, disturbi di varia natura, ha una frequenza musicale distorta, questo malessere è dato dalla presenza di blocchi energetici.

La terapia ” Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”, stimola il processo di autoguarigione e di armonizzazione.

Per chi è indicato il “Massaggio Armonico Antistress con la Campana Tibetana®”?
E’ indicato per:
• energizzare ed armonizzare il sistema bioenergetico
• equilibrare i chakra
• calmare il nervosismo
• ritrovare il proprio SILENZIO INTERIOREEnergizzare ed armonizzare il sistema bioenergetico
• Equilibrare i chakra
• Calmare il nervosismo
• Stimolare il SISTEMA IMMUNITARIO
• Migliorare tempi di Convalescenza
• Miglioramento dell’efficienza del respiro
• Stimolare Processi Depurativi dell’organismo
• Risolvere i più comuni disturbi del sonno
• Risolvere problemi ansiolitici dovuti a problemi di natura PSICOSOMATICA
• Favorire la PACE INTERIORE
Ma anche per abbassare o eliminare sensazioni di:
• Ansia
• Angoscia
• Stress
• Depressione (in sinergia con uno Psicologo)
• Risolvere i più comuni disturbi del sonno
Un primo riscontro facilmente percepibile avviene sul rilassamento mentale, immediatamente dopo il primo trattamento il mix di suoni e vibrazioni ci porta in una dimensione sconosciuta, ma molto gradevole, è l’effetto del rinnovamento della VIBRAZIONE UNICA.
Il secondo riscontro avviene sulla qualità del sonno, che ritorna (eliminando disturbi neurovegetativi) rigenerante, e avremo così, una forma di rilassamento più intimo e profondo.
Direttamente consequenziale al secondo riscontro, ci sarà una maggiore concentrazione, e un maggiore equilibrio psico-fisico.
A livello psichico potranno avvenire emersioni di ricordi dolorosi, stati di ansia, amarezza ed il consequenziale risanamento emotivo con il pianto liberatorio.
Vi sarà inoltre, grazie allo scioglimento di blocchi, una maggiore e diffusa energizzazione corporea che porterà a sua volta a rinforzare le energie di auto guarigione.

Per informazioni su Trattamenti e Corsi contattare:
guidoparente@alice.it
+39 333 8593 007

©2010 Guido Parente. SIAE 2010. All rights reserved

Annunci


I Chakra bloccati nelle donne: Il Muladhara e il Svadhisthana Chakra nell’approccio con il Metodo “Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”

2-chacra1-chacra

I Chakra bloccati nelle donne:
Il Muladhara e il Svadhisthana Chakra
nell’approccio con il Metodo
“Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”

Guido PARENTE
Pranoterapeuta Vibrazionale, Naturopata Psicosomatico,
operatore di Medicina Vibrazionale con le Campane Tibetane

Per comprendere in maniera visiva, cosa vuol dire avere il Muladhara chakra o chakra della radice, e il Svadhisthana chakra o chakra sacrale/sessuale bloccato, provate a fare questo semplice esperimento: trovandovi in un luogo affollato, osservate il modo di camminare delle donne e degli uomini, e soffermatevi sulla camminata delle donne.

Vi accorgerete che il loro modo di camminare è spesso rigido.

Nella nostra società occidentale è piuttosto raro vedere donne che camminano fluide, con il bacino libero e il passo elastico, al contrario delle donne orientali, indiane, giapponesi, cinesi…
Le donne occidentali, sono ben lontane dalla leggerezza di chi muove con armonia il bacino, facendolo muovere liberamente.
I primi due chakra, situati, uno all’altezza del perineo e il secondo immediatamente sopra, spesso vengono portati “in giro”, come un unico solido blocco.
Ma, quando questa zona è bloccata, rigida, anche le gambe devono muoversi altrettanto rigidamente, la naturale conseguenza è che tutto il corpo diventa più contratto e poco armonioso.
L’occidente post – illuminista, a causa della morale, del perbenismo, del rigore, di fattori religiosi, ha vietato questa parte del corpo: muoverla, scuoterla, ancheggiare, è tacitamente vietato o per lo meno oggetto di gioco, battute e di scherno.
Cosa intendiamo per Muladhara e Svadhisthana chakra bloccati?
Energia sessuale trattenuta o bloccata? Emozioni represse? Senso di inadeguatezza?
Inseriamo in questo ragionamento il mix formato dalla scienza che si occupa della sfera Psico-Neuro-Somatica, ebbene, sovente, queste emozioni sono situate e bloccate proprio in questo punto del nostro corpo.
Sappiamo che quando blocchiamo le nostre emozioni, contemporaneamente reprimiamo i nostri sentimenti; ebbene, il corpo registra questi stati negativi e li deposita nelle sue varie parti: creando delle vibrazioni distorte, delle a-sincronie nei movimenti, dei ristagni di energia.
Poiché noi siamo un mix di corpo, spirito e mente, ci rendiamo conto del danno che tutto questo comporta.
In altri termini, il nostro primo chakra basale può diventare una parte del corpo di cui vergognarsi.
Questo blocco genera problematiche di varia natura.
Nei primi due chakra, vengono svolte dal nostro corpo, delle funzioni correlate tra di loro estremamente importanti:
 la funzione sessuale
 la funzione riproduttiva
 la funzione escretoria

La muscolatura pelvica, si trova quindi in una parte del corpo caricata da un profondo significato emotivo, non possedere più una propria centratura, una propria dimensione (ad esempio: persone costrette in situazioni lavorative, a dover subire atteggiamenti di mobbing, il sottile passaggio di donne che da incinte sono diventate madri, persone che per problemi di varia natura non riescono più a “trovare sé stesse”, etc..).
Oppure, a causa di motivi religiosi o culturali, quegli organi che hanno una funzione sessuale, possono essere vissuti con senso di inibizione, e, nel contempo, gli stessi organi che hanno funzione sessuale ed escretiva possono invece, venir considerati “sporchi”.
Comprendiamo via via, quanto gli aspetti psico-somatici, entrino a far parte di queste problematiche, e modifichino atteggiamenti, modi di essere, modi di vivere la propria vita e posture.
Il bacino, è quindi soggetto, più di altre parti del corpo, a influenze di tipo psicosomatico: tutte le emozioni connesse a ciò che è in rapporto con l’area pelvica, per esempio la sessualità, provocano una diminuzione o un aumento della tensione in questa parte del corpo.
Quali sono le energie bloccate
Nella donna, la rigidità pelvica conseguente al parto, impedisce il fluire di due energie primarie:
a. dell’energia femminile
b. dell’energia sessuale
Per “energia femminile”, intendo l’energia correlata all’essere donna, ma anche madre, ma anche moglie, con la propria intimità, la propria vita, i propri sogni, i futuri obiettivi.
Per “energia sessuale”, invece, non intendo solo la sessualità legata all’atto vero e proprio, ma anche la creatività e l’espansione di sé, espressioni direttamente collegate a un’energia di tipo procreativo.
Non solo di piacere sessuale ma anche di piacere nella/della vita.
In un’ottica allargata, diventa più difficile trovare il “godimento” in generale, nelle relazioni con gli altri, in ciò che si fa, nelle piccole cose, nel maturare nuovi obiettivi di crescita, una nuova maturità spirituale.

Energie bloccate del primo e del secondo Chakra: problematiche ginecologiche e sessuali
La rigidità del perinèo, può diventare causa o può far peggiorare svariati disturbi.
Per quanto attiene il livello genito-urinario, essa può favorire i problemi mestruali, ad esempio con amenorrea (mestruazioni scarse o troppo abbondanti) e dismenorrea (mestruazioni dolorose),.
Oppure nelle donne, far peggiorare le infiammazioni vaginali o alle ovaie, la cistite, i problemi correlati al concepimento, le gravidanze e i parti difficili e nell’uomo indurre problemi di erezione.
Inoltre, tale rigidità, determina peggioramenti anche sulle emorroidi, sul mal di schiena, sulla sciatica: tutti problemi in qualche modo collegati al cattivo stato del bacino.
La rigidità delle pelvi, inoltre influisce spesso sulle più comuni patologie psicosessuali, quali la frigidità per la donna o la mancanza di erezione per l’uomo che sono spesso collegati proprio a questa problematica psicosomatica.
Se il bacino è bloccato è molto più difficile avvertire l’eccitazione.
Come poter evitare tutto questa serie di disagi?
Nel mondo olistico, vi sono varie tipologie di trattamenti che possono sostanzialmente aiutare il Rilassamento sia della psiche che del soma: parliamo di tecniche di meditazione, di respirazione pranayama, di pranoterapia, di reiki, di yoga, di campane tibetane, di massaggi bio-energetici, di contatto con la natura.
È chiaro che ogni persona si ritroverà in una tecnica sua personale, che la appagherà e la farà sentire bene.
Per la mia esperienza di operatore olistico, di pranoterapeuta, di studioso del settore olistico, ho cercato di affrontare al meglio delle mie possibilità, questa problematica che colpisce ed influisce in maniera sostanziale sul percorso di vita delle donne.
Ci si potrebbe chiedere come nasca questo mio interesse, verso questo genere di problematiche tipicamente femminili.
Ebbene, poiché da qualche tempo a questa parte, ho iniziato una collaborazione insieme a Fabrizio Mercandelli, maestro di Tai Chi, al Corso “Il Perineo: strategie di attenzione e cura”, corso con crediti formativi per Ostetriche, Ginecologhe e Fisioterapiste, diretto dalla Dr.ssa Dialma Guida Ostetrica, ho avuto l’opportunità di conoscere il mondo correlato al perinèo.
Mi sono cimentato in questo corso, in maniera olistica, apportando in esso, nuove chiavi di lettura, tramite la Meditazione, la Respirazione e la mia tecnica di “Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”, tecniche estremamente valide e al contempo, relativamente semplici per gli addetti ai lavori, da poter somministrare ai loro utenti/pazienti per rilassare e ritrovare il proprio Silenzio Interiore e la propria Centralità.
Sappiamo che una persona colpita dallo stress, tende ad avere una respirazione toracica al posto di una corretta respirazione diaframmatica, ebbene tramite la meditazione, e l’utilizzo delle Campane Tibetane si riesce a ritornare ad uno stato pre-ante.
Le meditazioni, servono a ricreare il contatto con il proprio sé più profondo, a gestire in maniera semplice stati di agitazione conseguenti stress e ansie profonde, causate da lavoro, processi sentimentali insoluti, cause psicosomatiche complesse, vita di tutti i giorni.
Naturalmente, le Meditazioni hanno la necessità di una sequenza di incontri di apprendimento, di comprendere come modificare la propria respirazione, e di comprendere anche, in maniera chiara, cosa siamo e quali potranno essere i nostri obiettivi futuri, tramite una guida, un Maestro.
E’ chiaro che non saranno sufficienti dei semplici esercizi per “risvegliare” quella coscienza dei chakra che rappresentano “tappe evolutive nel cammino verso la conoscenza”, ma almeno possiamo cercare di muovere l’energia che ristagna e farla scorrere più liberamente, e possiamo attraverso l’attenzione verso noi stessi e le tecniche, modificare qualcosa nel nostro io più profondo e ampliare la nostra conoscenza.
Per quanto attiene le Campane Tibetane, strumento antichissimo, usato per lo più in territorio himalayano, presso le popolazioni tibetane, nepaliane, vietnamite, cinesi, giapponesi, etcc; sono delle ciotole metalliche costituite da una lega di 7 metalli, fin dall’antichità, esse sono state considerate un trait-d-union tra la spiritualità/divinità e la terra.
Si dice che la loro vibrazione ci entra dentro, ridestando energie sopite, e che i loro suoni invece, sono suoni primordiali, conosciuti e forse dimenticati, che ci fanno sognare e staccare dalla realtà di ogni giorno.
Il suono avvolge completamente il nostro spirito e il nostro corpo.

Attraverso il contatto con la campana, posizionata su alcuni punti del corpo, si percepiscono delle vibrazioni che attraversano ed accarezzano tutto il corpo, dai piedi alla testa, organi ed ossa comprese;
per mezzo dell’udito ci si immerge in un viaggio sonoro sempre più magico e rilassante, attraversando note musicali mai ascoltate, il tutto composto da un cocktail di benessere, oblio e di un crescente senso di leggerezza.

A cosa serve il “Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”?

Il suono e le vibrazioni della Campana Tibetana concorrono in maniera esponenziale per il riallineamento dei chakra, la carica energetica ed il benessere spirituale e fisico della persone.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il corpo umano, oltre che da organi, ossa e visceri è composto anche di vibrazioni, frequenze e onde di energia.

Sappiamo che se un organismo è sano, esso vibra ad una giusta frequenza ed è ben accordato con sé stesso e con il mondo esterno come uno strumento musicale.

Spesso chi ha sensazioni di carenza energetica, disturbi di varia natura, ha una frequenza musicale distorta, questo malessere è dato dalla presenza di blocchi energetici.

La terapia “Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”, stimola il processo di autoguarigione e di armonizzazione.

Per chi è indicato il “Massaggio Armonico Antistress con la Campana Tibetana®”?

E’ indicato per:
• energizzare ed armonizzare il sistema bioenergetico
• equilibrare i chakra
• sedare il nervosismo
• ritrovare il proprio SILENZIO INTERIORE
• Stimolare il SISTEMA IMMUNITARIO
• Migliorare tempi di Convalescenza
• Miglioramento dell’efficienza del respiro
• Stimolare Processi Depurativi dell’organismo
• Risolvere i più comuni disturbi del sonno
• Risolvere problemi correlati all’ansia, dovuti a problemi di natura PSICOSOMATICA
• Favorire la PACE INTERIORE

Ma anche per abbassare o eliminare sensazioni di:
• Ansia
• Angoscia
• Stress
• Depressione (in sinergia con uno Psicologo)
• Risolvere i più comuni disturbi del sonno
Un primo riscontro facilmente percepibile avviene sul rilassamento mentale, immediatamente dopo il primo trattamento il mix di suoni e vibrazioni ci porta in una dimensione sconosciuta, ma molto gradevole, è l’effetto del rinnovamento della VIBRAZIONE UNICA.

Il secondo riscontro avviene sulla qualità del sonno, che ritorna (eliminando disturbi neurovegetativi) rigenerante, e avremo così, una forma di rilassamento più intimo e profondo. Direttamente consequenziale al secondo riscontro, ci sarà una maggiore concentrazione, e un maggiore equilibrio psico-fisico.
A livello psichico potranno avvenire emersioni di ricordi dolorosi, stati di ansia, amarezza ed il consequenziale risanamento emotivo con il pianto liberatorio.

Vi sarà inoltre, grazie allo scioglimento di blocchi, una maggiore e diffusa energizzazione corporea che porterà a sua volta a rinforzare le energie di auto guarigione
©2012 Guido Parente. SIAE 2012. All rights reserved


Gli Acufeni, nell’approccio con la “Pranoterapia e il Massaggio Armonico con le Campane Tibetane®”

orecchio_normale

Gli Acufeni,
nell’approccio con la “Pranoterapia e il Massaggio Armonico con le Campane Tibetane®”

Guido PARENTE
Pranoterapeuta Vibrazionale e operatore di Campana Tibetana

Per Acufeni o Tinnitus (in latino ed in inglese), si intende un disturbo costituito da suoni che, in forma
diversa (pulsazioni, suono di fax, stridii, ronzii, fischi) sono percepiti dall’orecchio umano, a volte su uno
solo, in altre situazioni su entrambi.

Sono suoni talmente fastidiosi da poter influire sulla vita della persona che ne soffre, per esempio, sentirli di
giorno può non cosituire al limite un problema, ma udirli di notte, fa sì che la persona in questione non possa
riposare, a discapito del ricarico energetico di riposo, con conseguente irritazione, nervosismo, tensione,
ansia.

La forma più grave di acufeni è accompagnata da vertigini, in tal caso si definisce Sindrome di Ménière.

A livello sonoro gli acufeni, vanno da 4.000 a 20.000 Hertz, chiaramente, si desume che in base all’intensità
si possono avere disturbi differenziati.

Da studi statistici, si è rivelato che oltre il 10-14% della popolazione mondiale ne soffre o ne ha sofferto.
Inoltre vi è una maggiore prevalenza di persone over 65 anni e di sesso maschile.

Cause

Da dove derivano, da cosa sono causati gli acufeni?

Questa è una domanda che ancora non ha trovato una valida e univoca risposta, ma al contrario, ve ne sono
diverse:
a. fattori depressivi, ansiogeni,
b. cause di affezione dell’orecchio esterno, dato per esempio da un tappo di cerume,
c. affezioni della coclea e del nervo acustico,
d. citomegalovirus,
e. ipoacusia da trauma acustico (esposizione per lungo tempo a rumori, esempio operai addetti a lavori
di scavo con martelli pneumatici, Dj a contatto con suoni sovradimensionati come discoteche).

Cura Allopatica

Ancora ad oggi i pazienti sofferenti di acufeni sono alla ricerca della cura valida per la guarigione, spesso si
sono sentiti dire la frase “abbia pazienza, ma deve rassegnarsi a convivere con questi suoni”.

Le principali cure sono rappresentate da cure farmacologiche, con l’utilizzo di farmaci quali l’Alprazolam,
da tecniche di rilassamento, da protesi acustiche e riabilitative quali la TNT (Tinnitus Retraining Theraphy)
ideata dal prof. P. Jastreboff negli anni ’80.

La TNT è costituita da un Counseling riabilitativo, “esso consiste in una seduta di apprendimento dei
meccanismi neurofisiologici della TNT e la “terapia del suono” effettuata con diversi dispositivi sonori per
riprogrammare passivamente le reti neuronali delle vie acustiche implicate nell’amplificazione dell’acufene.
“(http://www.acufene.sardegna.it/cura.htm).

Ultimamente una ricerca pubblicata su Pnas, rivista dell’Accademia Americana delle Scienze, condotta da
Christo Pantev dell’Università di Munster, in Germania sembra dare speranze per chi soffre di acufeni.

Infatti in base a questa ricerca appare che, ascoltare suoni dolci e rilassanti prendendo parte a sedute di
musicoterapia, sarebbe in grado di diminuire notevolmente fischi e rumori vari.

La musica è stata ri-arrangiata in maniera tale da ottenere la stessa frequenza del ronzio, alleviando così i
rumori avvertiti rendendoli meno fastidiosi.

Trattamento Pranoterapeutico /Olistico

In molti paesi d’Europa ci sono dei guaritori, dei pranoterapeuti che mediante la semplice apposizione delle
mani riescono ad alleviare gli acufeni, facendo diminuire la causa che li ha generati.

Secondo la medicina olistica, tale disturbo ha a che fare con l’equilibrio della pressione nell’orecchio medio
e interno, con la microcircolazione, per la psicosomatica inoltre, “c’è da domandarsi se non ci stiamo
mettendo troppo sotto pressione per raggiungere obiettivi o scadenze”.

Sappiamo che esistono terapie valide per mantenere uno stato accettabile ma non per guarire gli acufeni.

Per la Medicina Tradizionale Cinese, gli acufeni sono un disturbo legato alla microcircolazione della testa e
dell’orecchio.

Una delle causalità degli acufeni è data da mancanza di liquidi e pertanto sarà necessario nel trattamento
pranoterapeutico porre una maggiore attenzione al riequilibrio dei reni, trattare il triplice riscaldatore,
riequilibrare il sistema immunitario, trattare la testa per molto tempo.

Oltre all’azione bioenergetica, ho introdotto nella mia attività di Pranoterapeuta Psicosomatico una nuova
terapia chiamata “Pranoterapia e Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”, le Campane
Tibetane, donano al soggetto, un profondo effetto di Rilassamento, di calma e serenità.

Le Campane Tibetane o Singing Bowls sono delle ciotole di forma tondeggiante, di colore dorato, spesso con
scritte in Sanscrito raffiguranti l’Ohm.

Esse sono composte da una lega che comprende i Sette metalli planetari:

 Oro per il Sole,
 Ferro per Marte,
 Mercurio per il pianeta Mercurio,
 Rame per Venere,
 Stagno per Giove,
 Piombo per Saturno
 Argento per la Luna.

Se un organismo è sano, esso vibra ad una giusta frequenza ed è ben accordato con sé stesso e con il mondo
esterno come uno strumento musicale.

Spesso chi ha sensazioni di carenza energetica, disturbi di varia natura, ha una frequenza musicale distorta,
sappiamo che questo malessere è dato dalla presenza di blocchi energetici.

Il Trattamento di “Pranoterapia e Massaggio Armonico Antistress con le Campane Tibetane®”, stimola il
processo di auto-guarigione e di armonizzazione.

Le Campane Tibetane, vengono appoggiate sui punti chacra e tramite un bastoncino vengono fatte vibrare,
tale vibrazione tende a riequilibrare e in parte a migliorare sensibilmente gli organi interni e questo, in parte,
torna utile per il trattamento degli acufeni.

E’ come se grazie alla vibrazione e al suono, il trattamento di “Pranoterapia e Massaggio Armonico
Antistress con le Campane Tibetane®”, agendo in profondità andasse, seppur in parte, a riequilibrare e a
riprogrammare le reti neuronali.

Per le caratteristiche musicali che possiedono le Campane Tibetane, si potrebbero registrare suoni e armonie
e riproporre opportunamente modificati tali suoni, per un utilizzo su apparecchi acustici al posto del
cosiddetto “rumore bianco”.

La pranoterapia non è un’alternativa alla medicina tradizionale e, quindi, non comporta assolutamente la sospensione di cure farmacologiche o trattamenti medici, ma anzi collabora in maniera fattiva ed in sintonia con il medico

Inoltre
La Pranoterapia non è miracolosa, ma in taluni casi può curare ed in altri, agendo con le prescrizioni mediche, può facilitare guarigioni.

Guido Parente Pranoterapeuta
http://guidoparente.com
©2010 Guido Parente. SIAE 2010. All rights reserved


Modalità di Protezione per gli operatori del benessere prima e dopo le terapie

metodi-protezione-uovo-blu

Modalità di Protezione
per gli operatori del benessere prima e dopo le terapie

Quando trattiamo i pazienti per la nostra tranquillità biologica e per eliminare impurità o energie negative è necessario prendere alcune misure di sicurezza, quali:

 Lavarci le mani, prima e dopo ogni terapia;
 Bere acqua;
 Recitare un mantra/preghiera prima, durante ed alla fine del trattamento;
 Passeggiare a piedi nudi sull’erba, infatti, il contatto con la Madre Terra, scarica gli elementi negativi e ci ricarica;
 Appoggiarci con la schiena ad un albero, attraverso le radici, a sua volta, l’albero scaricherà la negatività sulla Madre Terra;
 Visualizzare un Uovo, luminoso, bianco o dorato che ci avvolge interamente e ci protegge;
 Dopo la doccia passare del sale fino sul corpo;

Per la protezione della Stanza

 Suonare in vibrazione una Campana Tibetana
 Mettere ai quattro angoli della stanza del sale;

Protezione con i Fiori di Bach

Diluire in una boccetta il seguente preparato:

1/3 alcool (brandy)
2/3 acqua oligominerale (non acqua corrente)

2 gocce di: – walnut (noce)
– crab apple (melo selvatico) disintossicante

Inoltre, aggiungere
2 gocce di:
– Larch per senso di inadeguatezza
– Mimulus timore di aver bassa energia
– Elm per ritrovare energie
– Verbena eccessivo entusiasmo
– Impatient lentezza nel trattamento
– Water Violet trattamenti inutili su paziente ipocondriaco

Guido Parente PranoterapeutaVibrazionale
http://www.guidoparente.com
©Guido Parente 2010


Pranoterapia e Blocchi Psicosomatici

Pranoterapia e Blocchi Psicosomatici

Guido Parente

Pranoterapeuta Vibrazionale e Naturopata

“Non bisogna cercar di guarire il corpo senza cercare
di guarire l’anima”
Platone

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il corpo umano, oltre che da organi, ossa e visceri è composto anche di vibrazioni, frequenze e onde di energia.
Sappiamo che se un organismo è sano, esso vibra ad una giusta frequenza ed è ben accordato con sé stesso e con il mondo esterno come uno strumento musicale
La pranoterapia non si indirizza solo alla malattia, ma alla persona nella sua totalità di essere umano.
Esiste una corrispondenza precisa tra corpo, mente e spirito come anche tra energia, emozione e salute.
La maggioranza delle patologie ha la sua origine nei conflitti emozionali, dai quali derivano le cosiddette malattie psicosomatiche.
I conflitti emozionali si formano prima nel corpo energetico: sono blocchi di energia accumulata in determinati, specifici punti che impediscono il libero scorrere della corrente nervosa e finiscono per somatizzarsi in zone specifiche a seconda del tipo di conflitto che le ha generate.
L’energia fluisce attraverso i tessuti, il sangue, gli organi, i chakra, se vi è malattia, avremo un blocco o più blocchi.
Tali blocchi hanno una particolare forza di coesione che unisce l’energia che li costituisce, a tale forza di coesione corrisponde una frequenza di coesione, definiamola, una nota chiave, il pranoterapeuta, intervenendo con la sua energia, riuscirà a rompere il blocco.
Vi sarà inoltre, grazie allo scioglimento di blocchi, una maggiore e diffusa energizzazione corporea che porterà a sua volta a rinforzare le energie di auto guarigione.

La patologia serve ad inquadrare il paziente come una entità in disarmonia con sé stessa.

In questa visuale, il disturbo è solo la conseguenza finale di un problema irrisolto ed è su quest’ultimo che il pranoterapeuta deve focalizzare la sua attenzione.

L’azione terapeutica è dunque un sostegno, un riequilibrio e una riattivazione delle forze rigeneratrici della persona stessa, di quella “Vis medicatrix naturae“ propria di ogni essere vivente.

La pranoterapia, quindi, può essere di aiuto a risolvere molti disturbi in modo “olistico” o essere di sostegno ad altre cure, sia naturopatiche che allopatiche.

La pranoterapia non è miracolosa
“La pranoterapia non è un’alternativa alla medicina tradizionale e, quindi, non comporta assolutamente la sospensione di cure farmacologiche o trattamenti medici, ma anzi collabora in maniera fattiva ed in sintonia con il medico.”
©2011 Guido Parente. SIAE 2011. All rights reserved


“La Pranoterapia e i nostri amici a QUATTROZAMPE” – Guido Parente

quattrozampe

“La Pranoterapia e i nostri amici a QUATTROZAMPE”

Guido Parente

La Pranoterapia appartiene al mondo olistico (holos=intero), termine utilizzato per indicare un approccio che cerca di vedere le persone e gli animali, nella loro interezza, rispetto all’ambiente interno ed esterno.

Parliamo dell’individuo (in questo caso dell’animale) e non della somma delle parti, fisiche o psichiche, più o meno malate che lo compongono.

La Pranoterapia è il tentativo umano di alleviare le sofferenze tramite l’imposizione delle mani, ma tutti sappiamo che è molto di più.
Il Prana è l’essenza della vita ed è l’energia che governa tutto. Il pranoterapeuta, in realtà, è solamente colui che ha una predisposizione maggiore ad accumulare prana ed ha, quindi, la possibilità di distribuirlo a beneficio di chi ne ha carenza.
La terapia, infatti, si basa sul ripristino delle energie carenti del soggetto in questione che, entrando in contatto con il prana del terapeuta, acquisisce un equilibrio energetico e perciò un rinnovato stato di benessere.
Invece di “bombardare” le parti malate con farmaci e traumatizzarle con interventi chirurgici, il pranoterapeuta riattiva le capacità di autodifesa dell’organismo.

Curando quindi non il sintomo, ma l’animale nella sua interezza.

Nei nostri amici animali, vari disturbi possono essere trattati con la pranoterapia: dai dolori reumatici alle emicranie, dalle manifestazioni psicomatiche alle infiammazioni, dalle coliti ai problemi renali…

Con la sicurezza che – nel peggiore dei casi – il paziente animale non “risponderà” alle cure, ma comunque, non subirà alcun danno.

Gli animali, sono estremamente recettivi; infatti, a loro sono sufficienti 10-20 minuti di terapia, essi assorbono energia-prana in maniera molto profonda ed immediata, non hanno i blocchi, i limiti, le paure, lo scetticismo che hanno gli “umani”.

I nostri cani, gatti, cavalli sono esseri puri e in loro l’energia scorre libera.

Per me, animalista da sempre, è una grandissima soddisfazione poter lavorare con il regno animale, sia per i risultati rapidi che si raggiungono, sia per il grandissimo amore che i nostri animali ci offrono nel sentirsi aiutati.

Quali sono le patologie per le quali la pranoterapia si rivela maggiormente efficace con i nostri amici animali?

In primis, è necessario dire che la pranoterapia è estremamente efficace nel lenire i dolori e le patologie infiammatorie, e questo comporta, chiaramente, una diminuzione nell’uso di farmaci antidolorifici:

 dolore generale;
 artriti;
 artrosi;
 patologie infiammatorie;
 decorsi post-operatori;
 fase pre-parto.

Per la mia esperienza di pranoterapeuta e, soprattutto, di proprietario del mio adorato pastore tedesco Max, che è volato in cielo il 29 gennaio 2011 (all’età di 13 anni), rimane l’esperienza di vita vissuta di aver potuto lenire il suo grande dolore dato dalla displasia delle anche.

Ho trattato Max ogni giorno con trattamenti pranoterapeutici di 15-20 minuti, apponendo le mani sulle parti doloranti e sulla colonna vertebrale.

Sono convinto che la sinergia delle tecniche bioradianti, in unione a farmaci veterinari e all’uso dell’Aloe, abbiano fatto solo del bene per lui; … lo ricordo con commozione ed infinita tenerezza….

I nostri “quattro zampe” sanno cosa vuol dire avere bisogno dell’aiuto di un umano, e sanno affidarsi naturalmente a chi agisce con il cuore…

E sono loro che, ad un certo punto, si alzano e si allontanano per dirti che il trattamento è sufficiente.

E si allontanano sorridendoti…

Guido Parente
http://guidoparente.com
©2012 Guido Parente. SIAE 2012. All rights reserved


La RIZOARTROSI e la Pranoterapia

rizoartrosi01
La RIZOARTROSI e la Pranoterapia

Guido Parente
Pranoterapeuta

La Rizoartrosi o Artrosi del Pollice (è un termine che deriva dal greco Rhizos = radice), è un’affezione infiammatoria acuta e cronica, con fasi di acutizzazione intervallate a periodi di remissione dei sintomi, generata spesso da traumi o da ripetizioni di gesti per periodi prolungati nel tempo.

Colpisce in maniera particolare le donne, vi è, infatti un’incidenza del 15 – 20% di questa patologia sulle donne di età superiore ai 40 anni.

Inoltre spesso sono colpite le persone che svolgono particolari lavori nei quali vi è una sollecitazione dell’articolazione del pollice, quali: giardinieri, fotografi, sarti, musicisti che suonano l’arpa, il pianoforte, oppure giocatori di golf, chi pratica il Judo, giornalisti etcc..

La Rizoartrosi determina dolore e rigidità articolare, l’articolazione risulta essere dolente all’inizio del movimento, il primo sintomo è il dolore alla base del pollice, si inizia ad avere delle difficoltà nella prensilità, girare una chiave in una serratura, svitare un barattolo, piuttosto che aprire un rubinetto o prendere un libro, per poi diventare un dolore lancinante.

L’articolazione del pollice può apparire gonfia e arrossata e nei casi più gravi la mano può deformarsi, rendendo impossibile qualsiasi movimento.

L’artrite del pollice spesso, è bilaterale, colpisce infatti entrambi i pollici.

Il dolore può essere molto forte quando la malattia ha un alto grado di attività.

Dieta

Anche se la Scienza non è ancora concorde, si ritiene auspicabile che le persone affette da Artrite e Artrosi passino ad una dieta vegetariana o vegana.

Un’alimentazione sana costituita da prodotti biologici e con il minor contenuto possibile di alimenti ricchi di grassi saturi, latte e latticini, limitano la sintomatologia.

Si consiglia di aumentare il consumo di frutta e verdura, carni bianche, pesce.

Cura Allopatica

Si sono avuti buoni risultati, nel breve periodo, col cortisone. Si è successivamente passati a farmaci diversi, i fans, tutt’ora utilizzati, il problema è che si finisce per impiegarli non solo come farmaci atti a limitare le infiammazioni quanto come antidolorifici, in maniera tale, che si finisce per utilizzarli poi in dosi sempre più massicce.

Alle volte tra le cure si prescrivono terapie fisiche, correnti diadinamiche, magnetoterapia, tens.

Spesso la farmacologia consiglia infiltrazioni nell’articolazione trapezio-metacarpale

Tra le terapie utilizzate vi è anche consigliato un tutore, un guanto (split) in grado di bloccare la degenerazione della malattia, questo guanto viene costruito ad hoc sulla base della mano della persona, in un materiale speciale da indossarsi prevalentemente di notte.

Questa è una soluzione che aiuta, ma non risolve il problema.

Infine, nei casi maggiormente gravi, si consiglia l’intervento chirurgico

Trattamento Pranoterapeutico /Olistico

Sono nato con il “dono” della pranoterapia, ho intrapreso, in seguito, studi sulla Pranoterapia, sull’Anatomia, sulla Medicina Tradizionale Cinese, sulla Naturopatia, e, mi sono sempre avvicinato alle varie patologie con curiosità ed umiltà.

Non essendo medico, ove non conoscevo le sintomatologie, ho sempre preso informazione da medici e dal web stesso, e con umiltà ho provato a lenire il dolore di varie patologie, non ultima la Rizoartrosi.

Sappiamo che l’artrosi del pollice è una malattia cronica per la quale esistono delle terapie valide per curarla ma non per guarirla.

Per esperienza personale, nel trattare la Rizoartrosi, ho verificato come l’azione delle mie mani di pranoterapeuta riescano a dare sollievo e nel tempo a far ridurre sensibilmente il dosaggio di cortisonici, donando a tali persone sollievo e movimentazione.

Due anni fa ho trattato una donna di 40 anni, la signora Bruna V. affetta da tale patologia ed in cura da anni con dosi di cortisonici, fans e infiltrazioni.

Consigliai una dieta vegetariana, di evitare il più possibile l’umidità, in seguito iniziai il trattamento Pranoterapeutico andando ad agire in primis, sul sistema immunitario, continuai con passi magnetici sul corpo al fine di far circolare l’energia ove fosse bloccata, e poi con dei trattamenti locali sulle parti dolenti.

Già dopo la prima seduta, la signora iniziò a sentire miglioramenti, spostamento di energia e minor dolore.

Alla fine del trattamento completo, iniziò a diminuire il dosaggio di cortisonici.

Mi ha lasciato una testimonianza che desidero condividere:

E’ impensabile quello che mi è accaduto. Se non lo avessi sperimentato di persona stenterei a crederlo.
Da cinque anni soffro di Rizartrosi e iniziale artrosi alle mani. Dopo aver escluso l’intervento chirurgico per la rizartrosi, ho iniziato cure farmacologiche senza sottrarmi alla terapia infiltrativa intrarticolare.

Qualche beneficio, passato il dolore acuto dell’iniezione intrarticolare, la cura lo dava. Così a distanza di mesi tornavo a rifare le iniezioni intrarticolari per riuscire a svitare un barattolo, aprire la porta di casa con la chiave, potare le rose, ma anche spostare piccoli oggetti in casa senza avere dolore, o almeno non tanto.

Nella mia costante ricerca di cure ho incontrato, il dr. Guido Parente, un incontro ispirato.

Sono entrata nel suo studio esitante, perplessa, certamente incuriosita. Ne sono uscita fin dalla prima pranoterapia senza il dolore che mi accompagnava costantemente da anni, anche quando non utilizzavo le mani.

Senza neppure il dolore che persisteva alla pressione alla base del dito pollice.

Ero incredula, stupita, felice.

In poche sedute di pranoterapia sono riuscita a ricordare cosa significa poter muovere le mani senza il dolore e senza l’attesa del dolore, ho ritrovato una maggiore disponibilità di energia, sono più felice.

Non so perché ciò accada, non me lo chiedo, ne vivo i benefici e ringrazio il Dr. Guido Parente.
Cercare sempre, questo è il pensiero che si rafforza in me dopo quest’esperienza che definire positiva è limitante.
Ringrazio il Dr. Parente per l’aiuto concreto che grazie al suo “dono” impalpabile mi ha dato.

Bruna V. 7 Aprile 2010

Dr Guido Parente Pranoterapeuta
http://www.guidoparente.com
©Guido Parente 2012